“La fede e l’aratro”: il mio libro diventa un film

“La fede e l’aratro”, il mio primo libro, prende vita in un docufilm: un viaggio per scoprire le radici della “bassa” cremonese, tra fede e vita nelle cascine

La Fede e l’aratro“, il mio primo libro, è il coronamento di un progetto che ha avuto una lunga gestazione e che ha visto la luce nel settembre del 2024; da allora “La fede e l’aratro” ha raccolto un successo e un affetto oltre le aspettative.

Tanto che Auser Cremona mi ha chiesto di realizzare un docufilm che prendesse spunto proprio dal mio libro e nel 2025 è nato anche “La fede e l’aratro”, il documentario.

Il lavoro, 40 minuti di riprese mozzafiato, ripercorre un viaggio alla scoperta della storia e delle storie delle chiese dimenticate nella campagna cremonese, ma allo stesso tempo una riscoperta delle proprie radici, della cultura e della civiltà contadina.

E lo fa riscoprendo i luoghi descritti nel testo, proponendoli dal vivo, entrando nelle chiese, nelle cappellette e negli ambienti che solitamente non sono accessibili.

Le riprese all’interno del solaio di una cascina

Alla scoperta di case, cascine e borghi che si sono spopolati negli ultimi decenni e che oggi restano nella campagna della “bassa” come ultimo baluardo di quella civiltà contadina che si è andata inesorabilmente esaurendo.

Il viaggio si articola in tre filoni.

Per primo, la storia“, ossia la riscoperta di come alcuni luoghi sconosciuti in realtà abbiano avuto un ruolo importante nel contesto storico ed abbiano radici talmente profonde nei secoli da perdersi nel tempo.

Poi una sezione dedicata a le donne, che mette al centro il ruolo fondamentale delle figure femminili all’interno della civiltà contadina e negli anni passati, rivalutandone l’importanza nell’ambito dell’economia domestica, della famiglia e della socialità.

Infine un approfondimento su terra e fiume, perchè il ruolo del Po sulla storia e la morfologia del territorio è stato fondamentale e impattante al punto da plasmarne non solo le forme ma anche la sua gente.

Un documentario, dunque, che diventa una preziosa testimonianza dei luoghi meno conosciuti oggi, ma che hanno tracciato la storia delle terre della bassa cremonese, con le loro tradizioni, le genti e le storie di vita quotidiana che non devono andare perdute.

Un’opera che mette insieme cultura, ricerca storica e raccolta di racconti dei nostri ‘vecchi’ coniugandoli con le magistrali immagini riprese dalla camera di un superbo Antonio Puma e dalle spettacolari panoramiche dal drone di Francesco Sessa Ventura, il tutto impreziosito dalla voce narrante dell’attore cremonese Massimiliano Pegorini. 

Antonio Puma al lavoro durante le riprese

Il docufilm è stato realizzato da Auser Unipop Cremona e “Giovani Dentro” all’interno di un bando PNRR dell’Unione Europea, Next Generation EU e Ministero della Cultura, con la collaborazione del quotidiano on line CremonaSera.

Vi voglio portare
in questo viaggio alla
scoperta di luoghi
spesso dimenticati,
quasi sempre cadenti
o persino già spariti
o di cui resta solo una foto
in bianco e nero.
Un viaggio in cui
le chiese, le pievi, gli oratori
sono i protagonisti silenziosi,
i custodi solenni
che per secoli hanno vegliato
le campagne e le cascine,
sopravvivendo a guerre, carestie,
gelidi inverni e torride estati,
sempre scanditi dal lavoro stancante
degli uomini e delle donne che,
nel settimo giorno, posavano
l’aratro per entrare in chiesa
e pregare il loro Dio”.

Michela

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